Chocolat

..dipende solo da noi annientare ogni maledizione, voglio pensare che sia così. Ma di alcune cose sono sicuramente certa: gettare un pizzico di sale al di sopra della spalla sinistra, tenere del rosmarino ai bordi del cancello, far crescere una pianta di lavanda in casa come portafortuna e innamorarsi, il più possibile.
Amori e incantesimi

La cioccolata allunga la vita, la magia la allarga.

(Capito? E' la magia che allarga il giro-vita, non il cioccolato!)
giovedì, maggio 15, 2008

6+6

E va bene. E' la terza volta che cerco di copiare questo giochino da Thora (che ha il blog privato, vi avviso). Vengo cacciata via da splinder, mi si resetta la pagina. A quanto pare, al mio blog non piace che faccia il giochino. Ma io sono testarda e lo faccio lo stesso!

Funziona così: bisogna scrivere 6+6 cose che si amano, e  6+6 cose che si detestano. Non so chi ha deciso che debbano essere 6+6 e non dodici, che viene anche meglio, ma l'ho avuto in eredità e lo lascio così.

Chi di voi volesse copiarlo è, come sempre, il benvenuto. Però avvisatemi, che vengo a sbirciare.



6+6 cose che amo:

1. La cioccolata, soprattutto se è una barretta al latte - ma questo è un gusto che cambia di frequente

2. I cani e gli orsi

3. Vestirmi di nero

4. I gioielli d'argento

5. Svegliarmi alla solita ora durante il weekend, e sapere che posso tornare a dormire

6. Leggere

7. Cucinare, quando sono di buon umore, magari per fare un bento

8. Fare un pisolino al sole

9. Avere tempo per me stessa

10. I film con i super eroi

11. La musica, di moltissimi generi, anche in contrasto tra loro, ma mai troppo a lungo

12. Scoprire come funzionano le cose (l'informatica, google, i buchi neri, la psicologia sociale, l'anatomia e chi più ne ha più ne metta)



6+6 cose che invece non mi piacciono:

1. Le persone che non tengono la destra sulle scale mobili (ok, sono persone, non cose. Ma fa lo stesso)

2. La paura e la violenza che nascono dall'ignoranza e dalla presunzione (e sono quattro cose, ma passatemi anche questa, dai!)

3. I cavolfiori

4. Le K al posto delle C e compagnia bella, le scritte nei forum che sembrano sms

5. Guardare la tv (tranne rare eccezioni)

6. Vestirmi di rosa (tranne rare eccezioni)

7. Dormire poco

8. I piatti rimasti nel lavello

9. La mancanza di rispetto

10. L'umidità

11. Avere i piedi scoperti

12. La puzza di essere umano non lavato
postato da: Jeanette alle ore 22:08 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: cose molto importanti, parole significative
martedì, aprile 29, 2008

Superpoteri, altri sogni

Questa notte invece non riuscivo a usare i miei superpoteri: il potere di astrarmi dal sogno e modificarlo a mia scelta.

Il mio maestro è una via di mezzo tra Sean Connery giovane e George Clooney, insomma non bello ma incredibilmente affascinante. Mi teneva stretta e, come il personaggio più buono di Heroes (nonché uno dei miei preferiti), ero in grado di volare, difendermi, cambiare le cose. Quando lui si allontanava (quando io mi allontanavo), affondavo, venivo attaccata da brutti pesci volanti, precipitavo giù e chi più ne ha più ne metta.

Ti vuoi decidere a usare le tue capacità?

Non so farlo.

E' più facile se non ci pensi.

Parole sante.
postato da: Jeanette alle ore 17:49 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: il mio mondo
lunedì, aprile 28, 2008

Animali

I cuccioli erano dei giocattoli, né più né meno che pupazzetti di plastica. I pesci erano quelli del giochino in flash.

Poi sono cresciuti, i cuccioli in gabbia, i pesci nel loro acquario. Non avevano spazio e guardavano fuori, i pesci stolidi, i felini depressi. Piccole tigri, piccoli giaguari, così piccoli! Sembravano portachiavi, ninnoli da appendere al cellulare ora vivi. Lui li metteva nella scatola, ma erano sempre in gabbia, voleva portarli via. Ad un negozio. Allo zoo. Ma i pesci? I pesci hanno bisogno dell'acqua, la scatola di cartone si sarebbe infradiciata.

E no, gli dicevo, vanno liberati, non semplicemente buttati in uno scarico o portati via. Vanno messi nel loro posto, senza affollamento, dove staranno bene e potranno fare la loro vita. Ma, lì per lì, non era possibile, il sogno di un'onironauta autodidatta non sempre è modificabile a piacimento.

Ho deciso di svegliarmi. Sto ancora pensando a quali parti di me sono rappresentate nei felini, nei pesci.
postato da: Jeanette alle ore 22:51 | link | commenti | commenti
categorie: racconto, il mio mondo
sabato, aprile 26, 2008

Sto lavorando sull'elaborazione della rabbia. Le do la forma di una freccia, la mando verso il bersaglio, solo che la strada può essere molto lunga e non necessariamente dritta. Mi servono molte frecce, fortunatamente (?) ho molta rabbia da modellare a mo' di Didò.

Però non so elaborare le altre cose: si sa, i problemi non vengono mai da soli.

Qualcuno ha stampini per tristezza e senso di impotenza?
postato da: Jeanette alle ore 12:12 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: i giorni di jeanette
mercoledì, aprile 16, 2008

Nera

E va bene. Ci hai messo due anni e mezzo.

Ma mi hai fatta incazzare. Di brutto.

Le acque chete rompono i ponti, si dice. E io sono famosa per non incazzarmi mai.

Tranne oggi.

Oggi ero nera. Ho gridato, e tu non c'eri. E l'ho fatto di nuovo, con chi mi ama e ha pazienza, per fortuna.

Sono stufa di essere buona, di essere quella che non si arrabbia mai. Voglio essere buona solo con chi se lo merita.

Domani le stesse cose le dirò a te, magari con diplomazia e gentilezza. Ma con fermezza. E se non basterà, perderò le staffe.

Lascia che l'acqua scorra, lascia che il fuoco divampi, dicevano le voci silenziose nella mia testa, ed avevano ragione, perché non ho tempo da perdere.

Ecco.
postato da: Jeanette alle ore 21:08 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: i giorni di jeanette, il mio mondo
martedì, aprile 08, 2008

I will survive. Dancing.

Giusto per essere chiari...

Arnold non balla. Io sì. Non posso evitarlo con questa canzone.

Vediamo chi la coglie



I will survive

(Gloria Gaynor)



First I was afraid

I was petrified

Kept thinking I could never live

without you by my side

But I spent so many nights

thinking how you did me wrong

I grew strong

I learned how to carry on

and so you're back

from outer space

I just walked in to find you here

with that sad look upon your face

I should have changed my stupid lock

I should have made you leave your key

If I had known for just one second

you'd be back to bother me



Go on now go walk out the door

just turn around now

'cause you're not welcome anymore

weren't you the one who tried to hurt me with goodbye

you think I'd crumble

you think I'd lay down and die

Oh no, not I

I will survive

Oh as long as i know how to love

I know I will stay alive

I've got all my life to live

I've got all my love to give

and I'll survive

I will survive



It took all the strength I had

not to fall apart

kept trying hard to mend

the pieces of my broken heart

and I spent oh so many nights

just feeling sorry for myself

I used to cry

Now I hold my head up high

and you see me

somebody new

I'm not that chained up little person

still in love with you

and so you felt like dropping in

and just expect me to be free

now I'm saving all my loving

for someone who's loving me



Go on now go walk out the door

just turn around now

'cause you're not welcome anymore

weren't you the one who tried to hurt me with goodbye

you think I'd crumble

you think I'd lay down and die

Oh no, not I

I will survive

Oh as long as i know how to love

I know I will stay alive

I've got all my life to live

I've got all my love to give

and I'll survive

I will survive
postato da: Jeanette alle ore 20:09 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: parole significative
domenica, aprile 06, 2008

Eco

Ci pensavo poco fa, buttando via un imballaggio di plastica, e pensando che devo andare portar fuori la spazzatura prima che sia lei a portar fuori me. In questa casa ci sono tre buste (più un barattolone d'olio). E non sono sicura che siano abbastanza.

Viviamo nella concezione che le risorse del mondo siano infinite, che tanto ce n'è per tutti, chiudiamo gli occhi di fronte a chi già non ne ha. Ogni volta che buttiamo via qualcosa, eliminiamo risorse producendo rifiuti. Non sono certa che il riciclaggio funzioni, ma è l'unica speranza: che davvero quei bidoni blu e bianchi siano svuotati separatamente, e ciò che contengono sia utilizzato per creare qualcos'altro.

Cosa succederà quando sarà necessario un litro di petrolio per estrarre un litro di petrolio? Che succederà quando non ci basterà più l'acqua? Spalancheremo occhi e bocca in un grande Ooohhh, piangeremo, e poi ci guarderemo intorno per cercare chi è stato il cattivo.

Siamo noi il cattivo. Tutti.

Sono io il cattivo, quando non mi va di lavare la scatoletta del tonno e la metto via con i rifiuti organici.

Sono io il cattivo, quando prendo la macchina perché non mi va di prendere la metro.

Sono io il cattivo, quando sticazzi, fa freddo, alziamo di due gradi il termostato.

Sono io il cattivo, quando compro le fragole brasiliane perché son tanto buone, e al diavolo il costo energetico di trasporto.

Sono io il cattivo, quando mi stampo le e-mail perché non mi va di tornare a cercarmi un numero di telefono tra dieci minuti.

Sono io il cattivo, quando ci metto troppo detersivo, mentre potrei sfruttare le proprietà igienizzanti dell'acqua calda, quelle anticalcare dell'aceto e quelle smacchianti del bicarbonato.

Ché poi, se ci pensiamo, molte volte diminuire i costi per l'ambiente diminuisce anche quelli per il nostro portafogli. E non sono brutte idee.
postato da: Jeanette alle ore 14:02 | link | commenti | commenti
categorie: cose molto importanti, il mio mondo
mercoledì, marzo 26, 2008

Marmite

Dite un po'. A chi di voi piace la Marmite?

Voglio le vostre risposte!
postato da: Jeanette alle ore 22:14 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: cose molto importanti, cucina
giovedì, marzo 13, 2008

Sultano?!

A me 300 è piaciuto. Tanto. Un fumettone che fa sognare. Potrebbe davvero essere l’idea dei Persiani che i greci avevano, così diversi e lontani, costumi barbari, decadenti, bizzarri e spaventosi. Chi lo sa. A Miller piaceva così, e anche a me così piace.

A lei no. Ognuno ha i suoi gusti, dopotutto. Però...


Mi dice: il sultano poi come l’hanno conciato, con tutti quei piercing

Io: sultano? … Hm, parli sempre di 300?

Lei: sì, sì, il sultano con gli schiavetti arabi. Che poi l’hanno riempito di piercing nemmeno fosse un punk


(Ok sui piercing ha ragione, sembra uno Tsimisce. Ma è un figo lo stesso, perciò la mia incredulità è ancora sospesa)


Io: Serse?

Lei: sì, il sultano, proprio lui! Sai perché io ho fatto il classico e queste cose non le digerisco.



Voi mi capite. Dovevo scriverlo qui.

Sultano.

postato da: Jeanette alle ore 13:35 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: i giorni di jeanette
martedì, marzo 11, 2008

Finestre

Prima avevo finestre solo nel computer.

Ora ho una grande finestra alla mia sinistra, e anche una porta che dà sul terrazzo. Oltre, un altro terrazzino di un ufficio che stanno ristrutturando. Mi piace pensare che un giorno farò amicizia con chi lo occuperà.



E un albero oltre un muro. Piante lontane e piante che noi porteremo qui.



Per ora, va bene anche un cielo piovoso. Ora ho il cielo.
postato da: Jeanette alle ore 13:48 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: il mio mondo
sabato, marzo 01, 2008

Soho

Sono tornata. Stanca, ma felice, come nei temini da copione.

Una vacanza diversa, fatta di shopping e non di arte, che mi è andata bene perché alla fin fine la vacanza, da sola, non me la sarei fatta. Grasso che cola, anche dai piatti multietnici.

Forse racconterò a pezzi.

Lasciatemi dire, ora, di Londra Sotto. Non sono riuscita ad entrarci, immobilizzata com'ero nella me-stessa-brava-ragazza-lavoratrice. Eppure l'ho sbirciata qua e là.

L'ho sbirciata a Soho, dalla vetrina di un ristorante cinese, tra le lanterne rosse accese, negli occhi delle persone. Negli occhi di una ragazza bellissima in una metro piccina picciò, in un sapore, in un profumo. Sono quasi sicura di avere incontrato Lady Porta, mi pare verso Chancery Lane.

Lui era al mio fianco, il berretto rosso fremente, gli occhi multicolori che cambiavano di corsa, come quello che guardava. Ha assaggiato dai miei piatti, respirato dal mio naso. Non ha fatto molte foto perché era concentrato.

Mi ha detto che nel suo cuore spezzettato è nato un amore enorme, incondizionato (ma non fedelissimo) per Soho. Gli ho risposto che lo capisco, i nostri cuori sono uniti.

Onestamente, dello shopping ricordo poco, le strade mi sono rimaste più impresse.

E scarpe che sono da bambina e da cattiva ragazza e da strega dell'ovest, nere di vernice, con i tacchi alti e strane fascette. Le ho comprate per gratificare l'altra-in-me. Le stanno molto bene.
postato da: Jeanette alle ore 13:57 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: i giorni di jeanette
lunedì, febbraio 25, 2008

Ueltròn

Ah che poi. L'avete visto voi quel tizio brizzolato con gli occhiali che dice: si può fare!

L'avete visto?

No, non Veltroni. Frankenstein Junior.



Ma come si fa?!
postato da: Jeanette alle ore 19:54 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: parole significative
lunedì, febbraio 25, 2008

London Calling (ma niente Clash)

Mercoledì mattina sarò a Londra, dove non tornavo da quando avevo 16 anni.

Era anche ora che lo facessi: una Londra da viaggio studio in estate non potrà mai essere una Londra-di-dieci-anni-dopo, visitata con chi l'ha vissuta per anni e con occhi diversi senza dubbio.

E' un viaggio meritato, perché mi merito una vacanza e perché abbiamo raggiunto gli obiettivi commerciali dello scorso anno. Tutti. Siamo brave, sì sì.

Non mi piace essere anche una venditrice (in effetti, io sono tutto), ma almeno.



London calling, Milan calling.

Sapete che i tizi del post precedente mi hanno lasciato un messaggio in segreteria?

E un altro londinese mi ha lasciato un altro messaggio. E una francese che però lavora a Londra mi ha mandato una mail.



Cos'è successo, così d'improvviso? E tutto insieme, poi?

Sarà la pirite sul ripiano della mia libreria? Pare aiuti a raggiungere uno scopo, ma non l'ho sintonizzata, l'ho solo messa lì.



Dico sempre che prima o poi emigro. Ma non faccio mai niente per emigrare (cattiva cattiva). E adesso, guarda un po', la montagna sta insistentemente bussando alla mia porta. Io le dico: Maometto non abita qui. Lei risponde: fa niente, ci accontenteremo di te che sembri anche far bella figura. (Questo colore fa molto montagna, ma anche un po' robetta mal digerita. Pazienza)

Tutto questo mi stimola riflessioni, molte riflessioni.

Sono una fifona, ma mi piacciono le sfide.

Sono un'abitudinaria coi piedi per terra, ma mi piace il canto delle sirene. E prima o poi rispondo cantando.

Sono italiana, ma guarda un po' me ne vado in giro a mangiare giappo e africano e indiano (poi vi racconterò dei miei ultimi giretti culinari).



Beh, ça va sans dir, vi terrò aggiornati.
postato da: Jeanette alle ore 19:40 | link | commenti | commenti
categorie: i giorni di jeanette
mercoledì, febbraio 13, 2008

Headhunter, headhunted

Buongiorno (francese che parla inglese) sono TizioCaio, di Ericsson. Vorrei parlare con Ms Jeanette per la nostra prossima apertura a Milano.

Jeanette è impegnata. Lo richiama più tardi e non riesce a sentire.

Il capo di Jeanette (inglese che parla inglese) le presta il cellulare, sai mai che funziona meglio.

Si instaura una comunicazione con il signor TizioCaio. Il boss si allontana.



Buongiorno, sono TizioCaio, parlo con Ms Jeanette?

Sì, buongiorno, sono io. Come posso aiutarla?
(Lei ha un bel tono da commerciale)

La chiamo da SocietàFranceseDiExecutiveSearch
(che non è Ericsson, ovviamente), per la nostra prossima apertura a Milano. Stiamo cercando un consulente capace e con buoni contatti che bla bla e poi ancora bla.

...

E' interessata?

Euh. Beh, intanto grazie per avermi chiamata. Purtroppo - hm - temo di non essere interessata per questo questo e quest'altro motivo.


Jeanette poi chiude il telefono e va nell'altra stanza.

Il boss domanda: chi era?

Jeanette ride. Spiega. Non precisa i motivi per cui ha rifiutato. Lasciamoli chiusi in quella stanza con uno sciacuddhri che si appende al braccialettino di campanelli penzolante dall'angolo del monitor di Jeanette.

Il capo si incazza. Ma dopo è sollevato che Jeanette - usando il di lui telefono! - gli abbia detto thanks but no thanks.
postato da: Jeanette alle ore 21:18 | link | commenti | commenti
categorie: i giorni di jeanette
lunedì, febbraio 04, 2008

Non cambierà

Povera Patria -  Franco Battiato


Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere

di gente infame, che non sa cos'è il pudore,

si credono potenti e gli va bene quello che fanno;

e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!

Questo paese è devastato dal dolore...

ma non vi danno un po' di dispiacere

quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà, non cambierà

non cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?

Nel fango affonda lo stivale dei maiali.

Me ne vergogno un poco, e mi fa male

vedere un uomo come un animale.

Non cambierà, non cambierà

sì che cambierà, vedrai che cambierà.

Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali

che possa contemplare il cielo e i fiori,

che non si parli più di dittature

se avremo ancora un po' da vivere...

La primavera intanto tarda ad arrivare.
postato da: Jeanette alle ore 14:24 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: parole significative

Chi sono

Blogger: Jeanette
Nome: Jeanette
una cuoca dilettante, una mistica malriuscita, una bambina impertinente (ma mai abbastanza), una donnina piccina picciò, una maestrina con la matita rossebblù, una gatta, ma solo di notte, nata sotto i segni del capricorno e dell'ariete, del gallo e del bradipo, colori che esplodono, logica che implode, duro granito, fragile glassa, una curiosa irriverente, una timida addomesticata, una canzone, un libro, un sospiro, volontà cocciuta cocciuta cocciuta

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